Posted on 02/25/2009 9:53:21 PM PST by Salvation
Do you mean the Roman Catholic Church headquarters for Americans in Rome>
Or are you talking about a break off group — American Catholic Church?
Stazione a Santo Stefano al Celio (Rotondo)
Venerdì della V settimana di Quaresima
Il tempio di Santo Stefano "in Celio monte" o Rotondo come era chiamato dai romani conserva forse la stessa forma del Macellum Magnum di Nerone.
Al centro s'impernia l'altare visibile da ogni parte con attorno una trionfale epopea dei martiri.
Un frammento della mappa di Roma forma urbis di Settimio Severo prima, e poi gli scavi recentissimi visitabili sia sotto come accanto alla basilica, escludono tale identificazione.
Qui cerano i Castra peregrina, caserme per soldati di passaggio o ausiliari temporaneamente comandati a Roma. Per essi, nel II III sec., era stato costruito anche un interessante Mitreo.
Il grandissimo edificio è quindi, opera interamente cristiana, ed è quello consacrato da Papa Simplicio (468-83) nel 470, dove all'interno sono venerati i Martiri Primo e Feliciano, che Papa Teodoro trasferì in questa chiesa erigendo loro un oratorio di cui è visibile solo l'abside musiva.
Ledificio però aveva un anello in più con un diametro molto maggiore. Lanello fu soppresso, sembra, nel sec. XV dal grande Leon Battista Alberti che qui iniziò la carriera di architetto, per limpossibilità a conservarlo. La cosa più conosciuta di questa chiesa è però il martirologio del Pomarancio che ha affrescato questa storia di sangue intorno al giro di pareti senza alcun eufemismo artistico ma con terribile verismo.
All'uscita del tempio è visibile il Colosseo dove furono martirizzati molti cristiani.
Stazione a San Giovanni a Porta Latina
Sabato della quinta settimana di Quaresima
Oggi la stazione di San Giovanni a Porta Latina rivela una particolare luce della fede. Sorse nel V secolo il tempio che più volte venne rifatto. Il campanile del 772 si conserva ancora unitamente a dodici colonne di porfido e altre di marmi chiari o scanalati.
Sono anche visibili frammenti di epigrafi e avanzi di affreschi medioevali che appaiono sotto le nere capriate.
Questa chiesa, che fu ricordata da San Gregorio Magno, possiede capolavori d'arte cosmatesca e un bel soffitto rifatto da Clemente VIII, mentre il mosaico dell'abside venne eseguito nel secolo XVI su cartone del Cavalier d'Arpino.
Questa diaconia, posta all'inizio della via Appia, e "ante Portam Latinam" ricorda la fecondità del seme che non muore.
Dal convento attiguo già delle Monache Turchine della beata Fornari, ora i Servi della Carità (Rosminiani) fanno partire la processione stazionale dal piccolo sacello bramantesco di S.Giovanni in aleo nel luogo tradizionale dello stesso martirio, rimasto senza effetti, che sarebbe stato inflitto allEvangelista Giovanni. Nonostante la brevità del percorso, è particolarmente interessante poter realizzare interamente il rito stazionale.
Stazione a San Giovanni in Laterano
Domenica delle Palme
Inizia il tempo più importante della Quaresima: la Settimana Maggiore o Santa ed è giusto che cominci dalla cattedrale dell'Urbe, San Giovanni in Laterano, cioè dalla chiesa "caput et mater" di tutte le chiese del mondo.
Sembra che originariamente il rito stazionale e Benedizione delle Palme fossero separati; più tardi furono riuniti ma tutto avveniva nella basilica: non si conosce, infatti, una chiesa collecta per questo giorno.
Il rito della benedizione delle Palme comportava che una processione del clero che sostava fuori dalla chiesa dovesse bussare con lasta della croce per farsi aprire, mentre venivano eseguiti canti latini, che il popolo considerava come un lamento dello stesso clero rimasto fuori.
Dalla combustione dei resti delle palme benedette venivano poi ricavate le ceneri per la quaresima dellanno seguente.
Il Cardinale Schuster indica come la liturgia di questo giorno risalga al periodo aureo della legislazione liturgica.
La peregrinazione di questa domenica degli ulivi ha molteplici richiami; di questi parlano le venerande mura della cattedrale del mondo ripetendo che solo seguendo il Cristo, non nel trionfo effimero della terra ma nel dolore e nella passione, si giunge senz'altro alla Resurrezione.
Stazione a Santa Prassede
Lunedì della Settimana Santa
Prassede e Pudenziana erano, secondo la tradizione, le due figlie sante del senatore Pudente anch'egli santo. I due figli, invece erano piuttosto discoli e anticristiani. Abbiamo già visto che un Titulus Praxidae è attestato già alla fine del IV secolo.
Nel titolo di Santa Prassede, Pasquale I dette onorata sepoltura a 2300 martiri. Anche questa chiesa, come Sant'Eusebio e San Martino ai Monti, sorge dove fu il clivo suburrano.
La prima memoria risale all'anno 499 poiché sappiamo che nel Concilio di Papa Simmaco intervennero due preti di questo titolo. Si vuole anche che Pasquale I pontefice sia stato titolare di Santa Prassede e che, da pontefice, la fece completamente restaurare dotandola dei mosaici, che ancor'oggi ne ornano l'abside e l'arco trionfale.
Le spoglie della santa titolare riposano nella cappella sotto l'altare maggiore; sono qui visibili anche dipinti con scene del martirio dei Santi Celso, Giuliano, Crisanto, Daria, Ilaria, Giasone e Mauro. E questo fa pensare che qui, agli albori del secolo IX, papa Pasquale I ne ordinasse il trasporto dei corpi.
San Carlo Borromeo fu titolare di questa chiesa e vi fece compiere importantissimi lavori; successivamente, attraverso i secoli, contribuirono al suo abbellimento Alessandro de' Medici, che fu poi papa Leone XI e che fece affrescare la navata principale; nel 1730 il Cardinal Luigi Pico della Mirandola, che fece costruire il sontuoso altare maggiore.
La cappella bizantina, dove è conservata una colonna che si dice essere quella della flagellazione di Nostro Signore, è tutta rivestita in mosaico e qui sono composte le spoglie mortali dei Santi Zenone e Valentino qui volute dal papa Pasquale I.
Tutto lo splendore di questo tempio mette in risalto la Passione di Cristo davanti alla colonna Santa dove fu legato il Salvatore. Le parole del profeta acquistano qui drammaticità ho dato il mio corpo a quelli che mi percuotevano . non ho nascosto la mia faccia a chi mi sputacchiava.
In questa luce si compie la peregrinazione quaresimale di oggi.
Stazione a Santa Prisca
Martedì della Settimana Santa
E' questa l'ultima stazione ordinaria della quaresima che si svolge sul sacro colle dell'Aventino nella chiesa di Santa Prisca.
Questa fu un tempo la casa della Santa titolare abitata anche da Aquila e da Prisco, i due coniugi che ospitarono Pietro ed esposero la loro vita per salvare Paolo, quando era nel porto efesino in oriente.
Questo fatto è confermato nel rinvenimento di una casa romana avvenuto nel 1776 con dipinti e da altri monumenti cristiani.
Al tempo di Pio VI si scoprì anche un oratorio con pitture del IV secolo inneggianti ai due Principi degli Apostoli.
Mentre, seguendo il tragitto sull'Aventino dell'ultima processione stazionale della Santa Quaresima, viene innalzata la testimonianza come ricordato da Paolo, che dice "noi dobbiamo gloriarci della croce di Cristo in cui è la salvezza la vita e la nostra resurrezione" e perciò ci congedano le parole del salmista, che conclude "faccia Egli risplendere il suo volto su di noi".
Santa Maria Maggiore

Mercoledì (detto Tempora) della I settimana di Quaresima
Le tre Stazioni a Santa Maria Maggiore hanno sempre avuto significato di devozione alla Madonna, come quella della prima, che accompagnava gli Ordinandi al Presbiterato e al Diaconato, i quali nella domenica seguente, li avrebbero ricevuti in San Pietro. Per questo chiedevano la protezione della Madre celeste di Cristo e della Chiesa.
Una basilica allEsquilino sarebbe stata costruita dal Papa Liberio, alla caduta della neve nel mese di Agosto del 352. Sopra di essa Papa Sisto III avrebbe costruito lattuale. Gli scavi non hanno confermato lesistenza di una basilica liberiana, ma solo quella di Sisto III (432-440), come è indicato nellarco interno. Si potrebbe pensare che Papa Liberio lavesse cominciata e Papa Sisto, un anno dopo che il Concilio di Efeso aveva proclamato legittimo lappellativo di Theotòkos ovvero Madre di Dio l'avesse portata a termine quale monumento della divina maternità di Maria. Ed è questo il più grande al mondo dedicato alla Vergine.
Infatti, la Madonna "nostra salute" - attribuita a San Luca - accoglie nella grandiosa cappella borghesiana, il pellegrino che viene a pregarla come salute del popolo romano.
Il Fiat della Vergine ha in questo tempio la sua mirabile apoteosi terrena che si riallaccia direttamente agli eventi che la fecero divenire Madre del Redentore e corredentrice del genere umano. Dopo aver ammirato i resti della santa cuna di Betlemme dove fu adagiato il Salvatore del mondo e che si trova nella sottostante cripta così splendidamente completata da Virginio Vespignani, si esce da questo tempio così ricco di insegnamenti ma altrettanto eloquente di amore materno, che sempre elargisce la tenerissima Madre.
Stazione a San Giovanni in Laterano
Domenica II di Quaresima
E' questa la "Stazione", che originariamente dava inizio alla Quaresima, "in capite jeiunii". Non aveva processione. La storia di questa Arcibasilica è quanto mai complessa, tra costruzioni, distruzioni, incendi, terremoti, invasioni e attentati ed altrettante ricostruzioni e restauri.
Se oggi la liturgia c'invita per la stazione quaresimale "caput et mater omnium ecclesiarum Urbis et Orbis" segno è che una delle più grandi solennità dell'anno ecclesiastico si svolge nel tempio, che sorse su quelle che furono le "egregiae Lateranorum aedes".
Prima ancora dell'editto di Milano, quando Papa Melchiade tenne un Sinodo antidonastica in un luogo di culto della "domus Faustae" (l'antica sede dei Laterani), questo Pontefice curò la costruzione della grande basilica costantiniana consacrata nel 318 (negli scavi fatti sotto la basilica sfila tutta la storia), fino all'attuale commissionata dal Papa Innocenzo X al Borromini per il giubileo del 1650. Il Papa Clemente XII (1730-1740) aggiunse la maestosa facciata che ammiriamo sormontata dalle 15 gigantesche statue, e Leone XIII (1878-1903) l'abside e il coro con il recupero, per quanto possibile, del mosaico dei Torriti. Qui abitarono i Papi fino all'inizio del periodo avignonese (1304).
Qui vengono ancora celebrate cinque Stazioni: I Domenica (già inizio) di Quaresima; Domenica delle Palme (inizio della Settimana Maggiore); Giovedì Santo (inizio del Triduo Sacro); Sabato Santo (Pasqua); Sabato in Albis (deposizione della "veste bianca" nella grande veglia simile a quella pasquale).
Anche questa chiesa, la prima nella diocesi di Roma, in anni recenti compresi tra il 1980 e il 1990 subì danneggiamenti gravi a causa di un attentato dinamitardo, che contemporaneamente fu compiuto anche in un altro tempio romano quello di S. Giorgio al Velabro.

IV domenica di Quaresima
Molti restano stupiti da questo nome: "perché in Gerusalemme se è a Roma"? Si meraviglierebbero ancora di più se sapessero che anticamente veniva semplicemente chiamata la Gerusalemme . Quando SantElena, pochi mesi prima di morire nel 326, tornò da Gerusalemme carica di reliquie, ne aveva una un po strana: aveva riempito la stiva di una nave con terra scavata nei luoghi più santi di Gerusalemme.
Questa terra fu distesa sotto le lastre marmoree di quel locale del Palazzo Sessoriano la reggia degli imperatori Severi, che doveva diventare poi la cappella privata di SantElena, dove vennero radunate le preziose reliquie portate dalla Palestina.
Tanto che nel 1743 quando venne rialzato di alcuni metri, il pavimento della basilica non venne toccato per rispetto di quella cappella; anche oggi per arrivarci si debbono scendere parecchi scalini.
L'affresco meraviglioso che occupa tutto il catino dell'abside e che forse, in questa chiesa tanto deturpata, è il monumento più bello che rappresenta con ammirevole verismo il ritrovamento di queste reliquie. Inoltre diversi quadri fusi in un unico affresco omogeneo per la gamma dei colori sono lì a rappresentare l'invenzione della Croce.In questa stazione si celebra la festa della Croce e la festa della mistica celeste Gerusalemme; infatti se lo spirito non è esaltato dalla visione dei monumenti sono le reliquie e la liturgia a parlare direttamente al cuore di tutti.
Stazione a San Giovanni in Laterano
Domenica II di Quaresima
E' questa la "Stazione", che originariamente dava inizio alla Quaresima, "in capite jeiunii". Non aveva processione. La storia di questa Arcibasilica è quanto mai complessa, tra costruzioni, distruzioni, incendi, terremoti, invasioni e attentati ed altrettante ricostruzioni e restauri.
Se oggi la liturgia c'invita per la stazione quaresimale "caput et mater omnium ecclesiarum Urbis et Orbis" segno è che una delle più grandi solennità dell'anno ecclesiastico si svolge nel tempio, che sorse su quelle che furono le "egregiae Lateranorum aedes".
Prima ancora dell'editto di Milano, quando Papa Melchiade tenne un Sinodo antidonastica in un luogo di culto della "domus Faustae" (l'antica sede dei Laterani), questo Pontefice curò la costruzione della grande basilica costantiniana consacrata nel 318 (negli scavi fatti sotto la basilica sfila tutta la storia), fino all'attuale commissionata dal Papa Innocenzo X al Borromini per il giubileo del 1650. Il Papa Clemente XII (1730-1740) aggiunse la maestosa facciata che ammiriamo sormontata dalle 15 gigantesche statue, e Leone XIII (1878-1903) l'abside e il coro con il recupero, per quanto possibile, del mosaico dei Torriti. Qui abitarono i Papi fino all'inizio del periodo avignonese (1304).
Qui vengono ancora celebrate cinque Stazioni: I Domenica (già inizio) di Quaresima; Domenica delle Palme (inizio della Settimana Maggiore); Giovedì Santo (inizio del Triduo Sacro); Sabato Santo (Pasqua); Sabato in Albis (deposizione della "veste bianca" nella grande veglia simile a quella pasquale).
Anche questa chiesa, la prima nella diocesi di Roma, in anni recenti compresi tra il 1980 e il 1990 subì danneggiamenti gravi a causa di un attentato dinamitardo, che contemporaneamente fu compiuto anche in un altro tempio romano quello di S. Giorgio al Velabro.
Santa Maria Maggiore

Mercoledì (detto Tempora) della I settimana di Quaresima
Le tre Stazioni a Santa Maria Maggiore hanno sempre avuto significato di devozione alla Madonna, come quella della prima, che accompagnava gli Ordinandi al Presbiterato e al Diaconato, i quali nella domenica seguente, li avrebbero ricevuti in San Pietro. Per questo chiedevano la protezione della Madre celeste di Cristo e della Chiesa.
Una basilica allEsquilino sarebbe stata costruita dal Papa Liberio, alla caduta della neve nel mese di Agosto del 352. Sopra di essa Papa Sisto III avrebbe costruito lattuale. Gli scavi non hanno confermato lesistenza di una basilica liberiana, ma solo quella di Sisto III (432-440), come è indicato nellarco interno. Si potrebbe pensare che Papa Liberio lavesse cominciata e Papa Sisto, un anno dopo che il Concilio di Efeso aveva proclamato legittimo lappellativo di Theotòkos ovvero Madre di Dio l'avesse portata a termine quale monumento della divina maternità di Maria. Ed è questo il più grande al mondo dedicato alla Vergine.
Infatti, la Madonna "nostra salute" - attribuita a San Luca - accoglie nella grandiosa cappella borghesiana, il pellegrino che viene a pregarla come salute del popolo romano.
Il Fiat della Vergine ha in questo tempio la sua mirabile apoteosi terrena che si riallaccia direttamente agli eventi che la fecero divenire Madre del Redentore e corredentrice del genere umano. Dopo aver ammirato i resti della santa cuna di Betlemme dove fu adagiato il Salvatore del mondo e che si trova nella sottostante cripta così splendidamente completata da Virginio Vespignani, si esce da questo tempio così ricco di insegnamenti ma altrettanto eloquente di amore materno, che sempre elargisce la tenerissima Madre.
Disclaimer: Opinions posted on Free Republic are those of the individual posters and do not necessarily represent the opinion of Free Republic or its management. All materials posted herein are protected by copyright law and the exemption for fair use of copyrighted works.