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LENTEN STATIONS [Stational Churches for Lent] (Catholic Caucus)
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Posted on 02/25/2009 9:53:21 PM PST by Salvation

LENTEN STATIONS

S. Lorenzo in Lucina S. Maria in Domnica, "La Navicella" SS. Giovanni e Paolo S. Lorenzo in Panisperna 

   

LENTEN SEASON
STATIONAL CHURCHES
 
 
Ash Wednesday
Thursday
Friday
Saturday
I Sunday of Lent
 
 
Monday
Tuesday
Wednesday
Thursday
Friday
Saturday
II Sunday of Lent 
 
 
Monday 
Tuesday
Wednesday
Thursday
Friday
Saturday
III Sunday of Lent
 
 
Monday 
Tuesday
Wednesday
Thursday
Friday
Saturday
IV Sunday of Lent
 
 
Monday 
Tuesday
Wednesday
Thursday
Friday
Saturday
V Sunday of Lent 
 
 
Monday 
Tuesday
Wednesday
Thursday
Friday
Saturday
 
 
HOLY WEEK
 
Palm Sunday
Monday
Tuesday
Wednesday
Thursday
Friday
Saturday
Easter Sunday
 
 
EASTER SEASON 
 
Monday
Tuesday
Wednesday
Thursday
Friday
Saturday
II Easter Sunday (in Albis)

  
The Academy is preparing a liturgical book, with a brief story of each station. It will be completed and will include a guide to the liturgies in Latin and Italian in order to better follow the stations throughout the Lenten journey.



TOPICS: Catholic; Prayer; Theology; Worship
KEYWORDS: catholic; catholiclist; lent
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Stop each day at one of the Stational Churches in Rome.
1 posted on 02/25/2009 9:53:21 PM PST by Salvation
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To: All
 
St. Sabina at the Aventine

2 posted on 02/25/2009 9:55:20 PM PST by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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To: nickcarraway; Lady In Blue; NYer; ELS; Pyro7480; livius; Catholicguy; RobbyS; markomalley; ...

Prayer Ping!


3 posted on 02/25/2009 9:56:18 PM PST by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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To: All
Our Lady's Warriors

56. A Visit to the Stational Churches of Rome (Stationalium Ecclesiarum Urbis visitatio)

A partial indulgence is granted to the faithful, who on the day indicated in the Roman Missal devoutly visit the Stational Church of Rome named for that day;

but if they also assist at the sacred functions celebrated in the morning or evening, a plenary indulgence is granted.


4 posted on 02/25/2009 9:57:28 PM PST by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione a San Giorgio al Velabro 
S. Giorgio al Velabro

No picture today.......sad.....

5 posted on 02/26/2009 8:52:46 AM PST by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione ai Santi Giovanni e Paolo 
 

Venerdì dopo le Ceneri

 

Sul complesso di questo Santuario edificato al Celio, sulla chiesa attuale del XVIII secolo che modifica quella di Pasquale II del 1099 antico titolo di Pammachio sugli edifici romani che stanno sotto e che la tradizione dice di essere la casa dei Martiri eponimi e sull’oratorio del IV sec. unico in Roma venuti alla luce alla fine del 1800, si sono scritti molti volumi. 

 E' qui che oggi mentre si sale a depositare presso le tombe dei Martiri Giovanni e Paolo gli aneliti dell'anima, a loro, fino dall'evo remoto, si unisce la memoria di Crispo, Crispignano e Benedetta anch'essi Martiri di Cristo.

Giovanni e Paolo, uccisi per ordine di Giuliano l'Apostata, dettero la vita per Cristo, dove Pammacchio nobile e generoso di Roma convertì, unitamente al padre Bisanzio quella sua casa in tempio. Egualmente presso la tomba di questi martiri il fondatore dei religiosi passionisti S.Paolo della Croce esalò l'ultimo respiro nell'attiguo convento, dove visse pure S.Vincenzo M. Strambi, religioso e Vescovo passionista.                         

La processione stazionale si svolge, su una parte del santuario pagano, dedicato dalla moglie Agrippina madre di Nerone, all’imperatore Claudio divinizzato.

Ss. Giovanni e Paolo al Celio

   


6 posted on 02/27/2009 8:07:05 AM PST by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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To: All

http://www.freerepublic.com/focus/f-religion/2194326/posts?page=6#6

OK, all you Latin wonders out there. Please translate. I will post the Latin from Ash Wednesday and yesterday later today. (Or you can find it at the link for that day.)


7 posted on 02/27/2009 8:09:46 AM PST by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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To: All
For Ash Wednesday:

Stazione a Santa Sabina

MERCOLEDI’ “DELLE CENERI” 

Dopo la riforma di S. Gregorio Magno, nel VII secolo, la Quaresima inizia con il “Mercoledì delle Ceneri”. Originariamente cominciava la Domenica “in capite jeiunii” con la stazione (probabilmente “vigilare”, cioè notturna) nella “cattedrale” di Roma, S. Giovanni in Laterano.

L’imposizione delle “ceneri” era un rito riservato dapprima ai penitenti pubblici, che avevano chiesto di venir “riconciliati” durante la Quaresima. Per umiltà, riconoscendosi tutti bisognosi di “riconciliazione”, il Papa, il Clero e poi tutti i fedeli vollero associarsi a quel rito ricevendo anch’essi le ceneri.

Perché sia stata scelta Santa Sabina con precisione non si sa: alcuni pensano che il Papa, in vista delle fatiche quaresimali, si ritirasse lassù per alcuni giorni di riposo. Potrebbe anche essere stata scelta perché, per raggiungerla, la processione che partiva da Santa Anastasia doveva fare una forte salita simbolo degli sforzi necessari alla “salita” verso la perfezione spirituale dell’anima.

La basilica attuale è “datata” come riportato nella grande iscrizione dell’entrata: “fu costruita dal presbitero Pietro Illirico, ai tempi di Papa Celestino I (422-432)”. Ma si conosce un Titulus Sabinae” anteriore a quell’epoca, costruito forse su una casa romana di cui sono stati visti i ruderi. La Sabina titolare è stata probabilmente la donatrice del terreno ecc. che poi, quando nel VI secolo “Titulares” erano solo i Santi Martiri, è stata (i casi sono numerosissimi) fregiata, sicuramente a ragion veduta, del titolo di Santa.

La basilica del V secolo fu restaurata e modificata molte volte, come quasi tutte le chiese antiche di Roma: incendi, terremoti, invasioni, nuove mode stilistiche, furono i loro grandi nemici! Nel 1914-18 A. Munos la riportò al suo stile, utilizzando molti pezzi originali, che per fortuna non erano andati distrutti: è quella che ammiriamo tuttora.


8 posted on 02/28/2009 12:01:34 PM PST by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione a San Giorgio al Velabro 
 

Giovedì dopo le Ceneri 

 

Le “Stazioni” del giovedì sono tutte di epoca tarda: le ha inserite Papa Gregorio II nel sec. VIII, quando completò la serie di questi riti quaresimali.

Per queste Stazioni scelse i santuari più venerati dai fedeli di allora. Il culto del santo guerriero, combattente contro il demonio sotto l’aspetto di un drago, venuto dall’oriente, era molto sentito specialmente in questo quartiere pieno di impiegati dell’Impero Bizantino e di mercanti levantini.

Qui sempre sull'Aventino si ebbero i primi contatti con i martiri e i confessori peregrinando a S. Giorgio "in velum aureum".   

La chiesa di S. Giorgio al Velabro non ha molta dissomiglianza da S. Sabina e da S. Maria in Cosmedin.

Le origini del tempio risalgono molto prima del VI secolo. S. Gregorio Magno lo annoverò tra le diaconie e S. Gregorio II v'istituì la Stazione Quaresimale. Leone XII vi abbinò al culto di S. Giorgio quello di San Sebastiano e un altro Gregorio il IV lo dotò di mosaici e portici; nel 1325 Giotto ne affrescò l'abside. Da un lato della chiesa si può tuttora scorgere un ambulacro della cloaca massima.

In anni molto recenti, tra il 1980/90, il tempio venne gravemente danneggiato da un grave attentato dinamitardo compiuto contemporaneamente anche al Laterano.         


9 posted on 02/28/2009 12:05:57 PM PST by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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To: nickcarraway; Lady In Blue; NYer; ELS; Pyro7480; livius; Catholicguy; RobbyS; markomalley; ...

http://www.freerepublic.com/focus/f-religion/2194326/posts?page=6#6

OK, all you Latin wonders out there. Please translate for those of us who have forgotten our Latin.


10 posted on 02/28/2009 12:07:19 PM PST by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione a Sant'Agostino 
 

Sabato dopo le Ceneri 

Il messale romano indicava la stazione quaresimale a S.Trifone nel luogo dove è ora la magnifica chiesa di Sant'Agostino cara al cuore dei romani, perché è ivi venerata la Madonna del Parto.

S.Trifone era una chiesetta (a cui forse appartengono piccoli ruderi conglobati nella chiesa attuale) fatta costruire per trasportarvi le reliquie dei Ss.Trifone, Respicio e Ninfa, che erano fuori città.

La chiesa attuale dedicata poi a Sant' Agostino, fu costruita, molto velocemente, tra il 1479 e il 1483, da Giacomo di Pietrasanta per munificenza del Cardinal Guglielmo D’Estouteville. Facciata e interno sono fra le più discusse; comunque tale chiesa è una delle più ricche di opere d’arte: sculture dei Sansovino, del Bernini (all’altar maggiore, da lui stesso ideato), pitture di Raffaello, Caravaggio e Guercino.

Tutto qui commuove e induce ad ascoltare la voce dei secoli, che canta, presso la tomba dei Martiri suddetti l'inno della Chiesa, che "corde impavido" affrontarono la morte per Cristo.

Nella navata sinistra presso l'altare maggiore riposano i resti di Santa Monica, morta e sepolta ad Ostia e qui traslata nel XV secolo; questa tomba è una parte dell'insegnamento che proviene dall'odierna chiesa stazionale. Monica seguì Agostino perché volle la sua salvezza, la Chiesa segue tutti in virtù del sacrificio redentore del Cristo.  

 


11 posted on 02/28/2009 12:08:47 PM PST by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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To: Salvation; informavoracious; larose; RJR_fan; Prospero; Conservative Vermont Vet; ...
+

Freep-mail me to get on or off my pro-life and Catholic List:

Add me / Remove me

Please ping me to note-worthy Pro-Life or Catholic threads, or other threads of interest.

Obama Says A Baby Is A Punishment

Obama: “If they make a mistake, I don’t want them punished with a baby.”

12 posted on 02/28/2009 1:38:23 PM PST by narses (http://www.theobamadisaster.com/)
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To: Salvation

Well, bring it on. We started Latin 1 last week and I am so far able to say: ‘Salve, magistra’ and ‘Puella mea me non amat.’ This is in addition to ‘gloria in excelsis Deo’ and ‘ipso facto’ which I have been tossing about for some years now.


13 posted on 02/28/2009 5:08:47 PM PST by bboop (obama, little o, not a Real God)
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To: Salvation
Strongly pro-abortion Kansas Gov. Kathleen Sebelius has accepted President Barack Obama's request to serve as the Health Secretary. Sebelius has one of the most radical pro-abortion record of any elected official and a longstanding relationship with a late-term abortion practitioner.

Pray my FRiends, pray hard.

14 posted on 02/28/2009 5:43:11 PM PST by mware (F-R-E-E, that spells free. Free Republic.com baby.)
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To: Salvation
OK, all you Latin wonders out there. Please translate for those of us who have forgotten our Latin.

The Vatican pages you are linking to are in Italian.

St. John Cantius parish in Chicago has meditations on each stational church. You can see today's meditation and there are links in the sidebar for March and April. They have sell a booklet that "guides the faithful though the 40 days of Lent by taking them on a pilgrimage of the “stational churches” of Rome."

15 posted on 02/28/2009 7:03:34 PM PST by ELS (Vivat Benedictus XVI!)
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To: ELS

Thanks for the hint. Anyone know Italian?


16 posted on 03/01/2009 5:26:33 PM PST by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione a San Giovanni in Laterano 
 

Domenica II di Quaresima

 

E' questa la "Stazione", che originariamente dava inizio alla Quaresima, "in capite jeiunii". Non aveva processione. La storia di questa Arcibasilica è quanto mai complessa, tra costruzioni, distruzioni, incendi, terremoti, invasioni e attentati ed altrettante ricostruzioni e restauri. 

Se oggi la liturgia c'invita per la stazione quaresimale "caput et mater omnium ecclesiarum Urbis et Orbis" segno è che una delle più grandi solennità dell'anno ecclesiastico si svolge nel tempio, che sorse su quelle che furono le "egregiae Lateranorum aedes".

Prima ancora dell'editto di Milano, quando Papa Melchiade tenne un Sinodo antidonastica in un luogo di culto della "domus Faustae" (l'antica sede dei Laterani), questo Pontefice curò la costruzione della grande basilica costantiniana consacrata nel 318 (negli scavi fatti sotto la basilica sfila tutta la storia), fino all'attuale commissionata dal Papa Innocenzo X al Borromini per il giubileo del 1650. Il Papa Clemente XII (1730-1740) aggiunse la maestosa facciata che ammiriamo sormontata dalle 15 gigantesche statue, e Leone XIII (1878-1903) l'abside e il coro con il recupero, per quanto possibile, del mosaico dei Torriti. Qui abitarono i Papi fino all'inizio del periodo avignonese (1304).

Qui vengono ancora celebrate cinque Stazioni: I Domenica (già inizio) di Quaresima; Domenica delle Palme (inizio della Settimana Maggiore); Giovedì Santo (inizio del Triduo Sacro); Sabato Santo (Pasqua); Sabato in Albis (deposizione della "veste bianca" nella grande veglia simile a quella pasquale).

Anche questa chiesa, la prima nella diocesi di Roma, in anni recenti compresi tra il 1980 e il 1990 subì danneggiamenti gravi a causa di un attentato dinamitardo, che contemporaneamente fu compiuto anche in un altro tempio romano quello di S. Giorgio al Velabro.

St. John Lateran

17 posted on 03/01/2009 5:27:17 PM PST by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione a San Pietro in Vincoli
 

Lunedì della I settimana di Quaresima 

 

In questa zona dove, se non proprio sotto la chiesa, erano uffici e anche carceri del "Praefectus Urbis", è possibile che gli apostoli siano comparsi per essere giudicati e condannati. A ricordo di questo la tradizione colloca i "vincula" cioè le catene, che avvinsero Simone, detto Pietro il Galileo.

La figura di Mosè legislatore, ideato per la futura tomba di Giulio II, non sfugge certo allo sguardo anche per chi si reca in questo tempio come pellegrino sulle orme divine del Cristo nei salutari cammini. La maestosa opera di Michelangelo infatti ben si addice a questo tempio superbo, che Sisto III (432-467) volle edificare qui col denaro offerto dall'imperatrice Eudossia dedicandolo a Pietro e Paolo, ma specialmente a Pietro il primo Papa; ecco perché la basilica fu detta Eudossiana. Qui ben contrasta la figura del Mosè michelangiolesco con quella di Pietro maestro mite "oboediens usque ad mortem crucis".

Le sue catene si conservano in un artistico tabernacolo nell'austera cripta di questa basilica, dove pure riposano i martiri Maccabei.

E' palpabile la mitezza di Pietro nelle pitture di Jacopo Coppo, dove il principe degli Apostoli soffre incatenato per il Signore, mentre l'angelo lo sta per liberare.

S. Pietro in Vincoli al Colle Oppio

18 posted on 03/02/2009 5:44:41 PM PST by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione a Santa Anastasia 
 

Martedì della I settimana di Quaresima 
 

Questa meta stazionale ci riporta alle pendici del Palatino nell'antico quartiere greco. Da molti anni la Pontificia Accademia Cultorum Martyrum (già Collegium) vi ripristinò la Messa dell'Aurora nel giorno della Natività del Signore a ricordare l'antichissima consuetudine del Papa, che qui interveniva, nelle primissime ore dell'alba, per celebrarvi la S. Messa. Il Pontefice poi vi si recava per la distribuzione delle ceneri nel primo giorno di quaresima e di qui partiva la processione per Santa Sabina.

"Aghia Anàstasis" la santa Resurrezione oppure Santa Anastasia martire di Sirmio, erano questi i probabili motivi di dedicazione di questo tempio, chiesa ufficiale degli impiegati greci del tardo impero.

L'interno del tempio è di un nitore diffuso, nel soffitto e negli archi, nelle pareti e nelle colonne. Sembra questo un inno alla purezza di Sant'Anastasia, che riposa sotto l'altare illuminato nella gloria del Cristo.

In questa chiesa riposano anche la martire Faustina, il Vescovo Toribio e il Cardinale Mai.

Tutti insieme qui parlano di Cristo che, nella vita terrena, invita tutti a seguirlo.   

Tra il 1600 e il 1700 Papa Urbano VIII prima, e il Cardinal Nunez de' Cunha poi, così la strutturarono.

In questa chiesa era il deposito per la custodia delle insegne e croci dei vari gruppi ecclesiastici, che partecipavano alle Stazioni.

S. Anastasia (S. Teodoro) al Palatino

19 posted on 03/03/2009 9:32:47 AM PST by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Santa Maria Maggiore

Santa Maria Maggiore

Mercoledì (detto “Tempora”) della I settimana di Quaresima

Le tre Stazioni a Santa Maria Maggiore hanno sempre avuto significato di devozione alla Madonna, come quella della prima, che accompagnava gli Ordinandi al Presbiterato e al Diaconato, i quali nella domenica seguente, li avrebbero ricevuti in San Pietro. Per questo chiedevano la protezione della Madre celeste di Cristo e della Chiesa.

Una basilica all’Esquilino sarebbe stata costruita dal Papa Liberio, alla caduta della neve nel mese di Agosto del 352. Sopra di essa Papa Sisto III avrebbe costruito l’attuale. Gli scavi non hanno confermato l’esistenza di una basilica liberiana, ma solo quella di Sisto III (432-440), come è indicato nell’arco interno. Si potrebbe pensare che Papa Liberio l’avesse cominciata e Papa Sisto, un anno dopo che il Concilio di Efeso aveva proclamato legittimo l’appellativo di Theotòkos ovvero Madre di Dio l'avesse portata a termine quale “monumento” della divina maternità di Maria. Ed è questo il più grande al mondo dedicato alla Vergine.

Infatti, la Madonna "nostra salute" - attribuita a San Luca - accoglie nella grandiosa cappella borghesiana, il pellegrino che viene a pregarla come salute del popolo romano.

Il Fiat della Vergine ha in questo tempio la sua mirabile apoteosi terrena che si riallaccia direttamente agli eventi che la fecero divenire Madre del Redentore e corredentrice del genere umano. Dopo aver ammirato i resti della santa cuna di Betlemme dove fu adagiato il Salvatore del mondo e che si trova nella sottostante cripta così splendidamente completata da Virginio Vespignani, si esce da questo tempio così ricco di insegnamenti ma altrettanto eloquente di amore materno, che sempre elargisce la tenerissima Madre.

  

St. Mary Major

20 posted on 03/05/2009 10:39:43 PM PST by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione a S. Lorenzo in "Panisperna"

San Lorenzo in Panisperna

Giovedì della 1a settimana di Quaresima

 

Dal colle Esquilino al Viminale la stazione quaresimale sosta in questo giovedì nella chiesa di San Lorenzo in Panisperna. Il diacono Lorenzo fu tra i Santi più venerati a Roma, dove la tradizione vuole che durante le persecuzioni di Valentiniano fosse martirizzato con il tormento del fuoco. Per questo Papa Gregorio II, nell’VIII secolo, scelse questa stazione nella chiesa qui costruita e denominata in "Panisperna" perché derivata dal nome della via dove veniva donato del pane ai pellegrini che partecipavano ai riti sacri.

La chiesa originale era certamente molto antica ed era denominata San Lorenzo in Formoso riferito all'omonimo pontefice dell'anno 896. Fu poi demolita e il Cardinal Sirleto nel 1573 ne chiese la ricostruzione a Francesco da Volterra che la iniziò nel XIV secolo.

Entrando si nota un grande affresco del 1597di Pasquale Cati da Iesi, allievo di Michelangelo che volle riempire la parete principale del tempio con la sua opera dove in un primo piano si nota Lorenzo seduto sulla graticola non curante delle spasimo del corpo bruciato, ma in atteggiamento da vincitore. Egualmente un altro affresco di Antonio Bicchierai del 1750 raffigura qui sempre il martirio del santo titolare.

La processione stazionale in questa chiesa si muove con fatica e a stento scende le scalette che portano nel luogo sotterraneo dove avvenne questo martirio. Di qui si prosegue su un piazzaletto quieto dove diventa melodioso ascoltare i frati francescani salmodiare in questo piccolo luogo dedicato allo "stauroforo" di Cristo.

S. Lorenzo in Panisperna

21 posted on 03/05/2009 10:41:25 PM PST by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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 Stazione ai Santi XII Apostoli

Santi XII Apostoli

Venerdì della I settimana di Quaresima

 

Questo giorno, "venerdì delle Quattro Tempora di Primavera”, ci ricorda ancora l'antica preparazione degli ordinandi (Sacerdoti, Diaconi) con i così detti “scrutini”. Per questo venivano scelte chiese grandi.

L'immensità solenne della basilica dei Santi XII Apostoli accoglie i pellegrini che vi si recano a pregare sulle tombe degli Apostoli Filippo e Giacomo e sui sepolcri dei numerosi Martiri, che qui, nella vasta e suggestiva cripta a mo' di catacomba, " in pace sepulta sunt".

 Si sa che, nel VI secolo, dopo le guerre gotiche, il generale Narsete avrebbe chiesto e pagato la costruzione di una chiesa, quale ex-voto, chiesa che sarebbe stata edificata e consacrata dai Papi Pelagio I e dal suo successore Giovanni III. Pur mancando resti archeologici è dato pensare ad una basilica più antica probabilmente costruita nel IV secolo da Giulio I.

Sappiamo che la chiesa era riccamente ornata di mosaici e immagini, perché Papa Adriano I, in una lettera a Carlo Magno la cita come esempio dimostrativo e che gli antichi onoravano così le immagini dei Santi. Un grande terremoto del 1348 la danneggiò notevolmente, i Papi erano ad Avignone finché Martino V, Oddone Colonna, eletto al Concilio di Costanza nel 1417, la restaurò.

Nel maestoso tempio non si può non ammirare il quattrocentesco portico a nove arcate di Baccio Pintelli, che lo divide dalla facciata commissionata al Valadier dai Torlonia. Anche il genio del Canova qui rifulge con il monumento a Clemente XIV opera completata unitamente al sommo incisore Volpato.

Inoltre la più grande pala d'altare esistente in Roma qui trovasi dipinta dal Muratori; nel corridoio attiguo al tempio si erge il monumento al Cardinal Bessarione opera questa attribuita a Michelangelo.

Tutto intorno all'altare centrale vi sono teche e reliquiari di questo sacello di Martiri, che ci aiutano a fare giungere al Cristo le invocazioni che in questo tempio scendono come misterioso raggio di speranza.

Ss. XII Apostoli al Foro Traiano
 

22 posted on 03/06/2009 11:46:08 PM PST by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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 Stazione a San Pietro in Vaticano

San Pietro in Vaticano

Sabato della I settimana di Quaresima

  

Nella notte tra il “sabato delle Quattro Tempora” e la Domenica venivano ordinati, cioè entravano nel Sacramento dell’Ordine, i Sacerdoti e i Diaconi. L’Ordinazione avveniva nella basilica di S. Pietro, sulla tomba del Principe degli Apostoli, al quale il Signore aveva conferito il primato pastorale: “Pasci…”. Questo comando è scritto in latino e greco con giganteschi caratteri su fondo oro, lungo tutta la basilica. Questo tempio che Costantino prima, risolvendo difficilissimi problemi architettonici volle poi “centrato” sull’umile tomba terragna, sigillata da uno dei monumenti più maestosi, che l’umanità abbia costruito.

 Deve aver sorriso il Signore quando, a Pietro che gli chiedeva che cosa avrebbe avuto in ricompensa per aver lasciato tutto, gli rispose che avrebbe avuto il centuplo anche quaggiù: di questo basterà ammirare la tomba.  

La stazione inizia con le cinque lezioni scritturali al termine delle quali subentra l'Apostolo Paolo con un tratto della sua più efficace lettera ai Tessalonicesi; segue qui la liturgia della Messa.

In questa magnifica basilica, cuore della cristianità, si sono profuse arti e fulgori di vita che Michelangelo e Bramante hanno saputo splendidamente rappresentare qui sulla tomba del principe degli Apostoli.

L’eco della liturgia, l’insegnamento di Paolo, l’esempio di Pietro, sono ripetuti dai Pontefici che qui riposano, dai Santi Fondatori, che qui parlano dalle loro nicchie, dai martiri e dalle Reliquie della Passione custodite nell’alto tabernacolo come sul monte Tabor.

St. Peter in the Vatican
 

23 posted on 03/08/2009 3:12:54 PM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione a S. Maria “in Domenica” detta “La Navicella” 

S. Maria “in Domenica” detta “La Navicella” 

IIa Domenica di Quaresima

 

Questa Stazione fu istituita soltanto nel IX-X secolo, per obbedire ad una pia consuetudine che non è delle più antiche e che vuole che in questa domenica, un tempo, non si celebrasse la stazione poiché i fedeli erano stanchi della lunga veglia, del digiuno, e delle funzioni solenni celebrate in San Pietro il sabato precedente per l'ordinazione del Leviti; queste terminavano a tarda ora, alla fine della Pannuchis. 

S. Maria in Domnica o "Domenica" fu scelta intorno ai secoli VI e VII ma forse anche prima, perché sede dell'Arcidiacono cioè di colui reggeva l'amministrazione finanziaria e caritativa nella diocesi. La tradizione infatti informa che anche San Lorenzo avrebbe qui operato.

L'odierna stazione come si diceva allora, è la prima diaconia che Pasquale I rifece agli albori del secolo IX dandole l'attuale forma che ancora oggi è ammirata, anche perchè nel XVI secolo quando fu rinnovata da Leone X fu lasciata intatta come per gli ultimi restauri del secolo scorso. All'interno spicca il mosaico nel tipico stile carolingio sull'abside e sull'arco trionfale; esso, che risale al IX secolo, magnifica la figura del Maestro circondato dagli  angeli e dagli apostoli, mentre più in basso viene glorificata Maria con il Papa che le bacia il piede.

Nel patrimonio liturgico della Chiesa infatti, non mancano mai insegnamenti e ammaestramenti per ogni esigenza dell'anima cristiana "floribus eius nec rosae nec lilia desunt". In questo tempio sul colle Celio, Perin del Vaga ha dipinto fiori e frutti nei fregi che circondano la navata centrale e che aiutano a disporre lo spirito ad una più serena meditazione. 

S. Maria in Domenica alla Navicella
 

24 posted on 03/08/2009 3:13:36 PM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione a S. Clemente 

S. Clemente

Lunedì della 2a settimana di Quaresima

Anche questa stazione quaresimale si snoda alle pendici del colle Celio in una tra le più importanti basiliche romane dal titolo di San Clemente. Qui infatti riposa il corpo che secondo la lista ordinaria fu il quarto Papa dopo Pietro, Lino e Cleto. La sua identificazione con il Clemente nominato da S. Paolo nella Lettera ai Filippesi, cronologicamente possibile, non è sicura; del tutto abbandonata è quella con Flavio Clemente Console e Martire. Conobbe certamente gli Apostoli e forse fu ordinato da S. Pietro.

In questa basiliche, la meglio conservata nel tempo, vi furono trasportate le reliquie del Santo Pontefice nel IX secolo a cura dei Santi Cirillo e Metodio.

Nella basilica inferiore inoltre, negli anni 417 e 499, vennero tenuti i Concilii indetti dai papi Zosimo I e Simmaco.

Nel 1084 Roberto il Guiscardo con i suoi soldati devastò il tempio che Pasquale II ricostruì vent'anni dopo seppellendo parte della basilica sotterranea. Anche Sisto V e Clemente XI vi fecero restauri avvalendosi di disegni del Fontana.

All'interno della chiesa domina il mosaico arbor vitae che stende i suoi rami tra il Cristo che trionfa tra gli Apostoli, le Vergini e i Dottori e mistiche città e fra tutte le creature.

La processione stazionale, da qualche anno, parte e si snoda nella basilica sotterranea del IV secolo come una chiesa colletta, dove si sciolgono i canti e le cui note raggiungono il settecentesco prezioso soffitto perdendosi nel cammino della processione che si allontana dagli ambulacri della chiesa sotterranea; attraverso il quadriportico raggiunge la chiesa superiore dove, percorrendo la navata centrale fra l'incenso fumante dai turiboli, e i marmi cosmateschi cosparsi di foglie di alloro, si giunge all'altare.

Sono stati i religiosi domenicani irlandesi ad avere la perfetta intuizione di avviare gli scavi e a conservare tutt'oggi l'intero magnifico complesso con competente cura.

Pretendere di riassumere nel poco spazio disponibile i pregi della chiesa, anzi delle chiese di S. Clemente e degli altri monumenti del luogo, sarebbe illusione.

Qui sotto le queste volte così venerande ed anguste del tempio, per i meriti e l'intercessione del martire San Clemente, la prece dell'anima bene si fonde con i misteri dell'antico e gli splendori dell'arte per glorifica Dio.   

S. Clemente presso il Colosseo

25 posted on 03/09/2009 2:41:04 PM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione a Santa Balbina 
 

Martedì della II Settimana di Quaresima

 

Questa antichissima chiesa, anche se il “Titulus Sanctae Balbinae” appare solo ai tempi di San Gregorio Magno con il Sinodo del 595, viene identificata con il più antico “Titulus Tigridae” costruita presso la casa che l’Imperatore Settimo Severo (193-211) donò al suo amico L. Fabio Cilone, due volte Console e Prefetto di Roma. La datazione è garantita dai bolli laterizi trovati negli scavi. 

Va qui ricordato che la nobile matrona Balbina, figlia del Martire Quirino, volle trasformare la sua casa nel titolo "del Salvatore". All'interno del tempio vi è il sepolcro cosmatesco del Cardinale Surdi, la cattedra marmorea dell'Abside e il bassorilievo di Mino da Fiesole, che raffigura il Crocifisso tra Maria e Giovanni.

Nel 1925 questa chiesa fu riportata al suo antico stile dal Prof. A. Munoz. Qui si snoda una tra le pochissime "stazioni" dove sia consentita la processione all'esterno utilizzando, per questa riunione o collecta, il monastero dei religiosi Premostradensi collocato sulla parte superiore, da dove poi è possibile scendere nella chiesa stazionale percorrendo una attigua stradina, che sembra anello di congiunzione tra la vita di tutti i giorni più meschina e la vita dello spirito. 

S. Balbina all'Aventino

26 posted on 03/10/2009 2:49:35 PM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione a Santa Cecilia 

S. Cecilia

 Mercoledì della II settimana di Quaresima 


Al limitare di una delle tante vie umilissime nel vecchio rione romano di Trastevere appare la superba visione della basilica di Santa Cecilia.

Questo è un antichissimo titolo attestato ancora prima del Sinodi e prima della grande esplosione di culto a questa Martire e rilevato dalla lapide tombale di un chierico Saecularis gli scavi non ancora conclusi rilevano interessantissime scoperte antecedenti alla chiesa. Questa, dopo quella di S. Maria è una delle più grandi ricchezze dei trasteverini e della Roma cristiana. Un portale barocco c'introduce nel caratteristico cortile rallegrato dal "cantato", un giovane che perennemente canta il suo inno al Signore come, all'interno lo canta Cecilia.

A lei è riferito tutto l'interno della chiesa: i mosaici che la rappresentano ai piedi del redentore insieme con i Santi e con Valeriano suo sposo che ella convertì. Bellissime le pitture del Pinturicchio e del Reni, gli altorilievi di Mino da Fiesole e di Benedetto da Maiano che raffigurano la Martire quando piega il collo alla spada del carnefice e quando protetta dal cielo soffre e vince il tormento della soffocazione.

Cecilia riposa ora nella sua tomba insieme con lo sposo Valeriano il cognato Tiburzio e l'amico Massimo accanto ai Pontefici Urbano e Lucio da quando Pasquale I dal cimitero di Callisto fece trasportare la salma intatta di Cecilia nella cripta.

La chiesa era stata anche ornata nel 1293 di pitture di Pietro Cavallini, il grande maestro della “Scuola Romana”, precursore di Giotto anche se purtroppo ben poco rimane di questa opera; è qui che l'architetto Arnolfo da Cambio lasciò, in quel periodo il suo notissimo ciborio marmoreo. 

E' Stefano Maderno l'autore di una riproduzione in marmo del corpo della Martire adagiato sul sarcofago nell'altare, mentre la statua della cripta è di Cesare Aureli che la scolpì trionfante nella preghiera e nel canto come incitamento a proseguire con ardore il cammino quaresimale che ci avvicinerà alla vera Pasqua.

S. Cecilia in Trastevere

27 posted on 03/11/2009 10:38:38 AM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione a Santa Maria in Trastevere

Santa maria in Trastevere

Giovedì della 3a settimana di Quaresima

 

Questa basilica sorta sull'area del "titulus Callisti" agli albori del III secolo, si erge là dove un tempo vi era la Taberna Emeritoria cioè un ospizio di veterani della flotta ravennate.

In questo luogo - che fu il suo titolo - Papa Callisto subì il martirio sommerso in un pozzo: a causa da una sommossa popolare del noto quartiere di Trastevere. L'attuale basilica è quella costruita da Innocenzo III (1130-1143) che fu molte volte ritoccata e abbellita. All'interno è possibile ammirare il mosaico dove il Signore siede sul trono con sua Madre nel trionfo dei Santi e degli Apostoli sorreggendo con la mano la corona e il monogramma di Cristo. Quest'opera è tra i più noti capolavori di Pietro Cavallini predecessore di Giotto (1291).

Intorno ai presbiterio, dominato dal seggio marmoreo, campeggia la scritta "Prima aedes deiparae dicata" intorno al baldacchino classico eretto dal Vespignani. Sulla destra si alternano nella cappella del coro del Domenichino opere del Sansovino e di Mino da Fiesole come quelle di Antonio Gherardi nella cappella del Bernini.

Qui il salmista acceso dai bagliori dell'arte e seminato di vittoria dal sangue del Martiri oggi pone sulle labbra dell'orante l'invocazione "sii propizio Signore ai nostri peccati, perché le genti non abbiano a dire dov'è il loro Dio?".
 
S. Maria in Trastevere

28 posted on 03/12/2009 10:22:04 AM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione a San Vitale

Venerdì della II settimana di Quaresima

 

E' San Vitale l'ampia e caratteristica chiesa romana quasi estraniata al piano inferiore, dove questo tempio è collocato. 

Una graziosa tradizione vuole che questa chiesa fosse stata costruita con la vendita dei gioielli donati dalla matrona Vestina (questo fu infatti, il primo nome del “Titolo”) in onore dei Ss. Martiri Gervasio e Protasio, di cui S. Ambrogio aveva trovato i resti a Milano suscitando tanta devozione anche a Roma.  

In ricordo di questo dono S. Gregorio Magno nella “Litania settiforme” da lui istituita, volle che la processione delle vedove partisse proprio da questo luogo. Nel frattempo, oltre al nome di Vestina, di Gervasio e Protasio, aveva anche quello di Vitale, probabilmente per gli “apparentamenti”, che tanto spesso operavano le tarde leggendarie “Passiones”.

L'odierna peregrinazione stazionale si presenta con grandiose visioni di amore e di trionfo; la chiesa, dalla tipica forma di aula, celebra una ricca liturgia che canta l'eroismo dei Martiri.

Si sa che la chiesa dovette subire molti restauri: più volte nel IX secolo, nel  XII e nel XV, finché Sisto IV, nel 1475, tagliò le due navate laterali riducendola a navata unica.

L'odierna posizione del tempio oggi collocato al di sotto dell'attuale livello stradale, lo nasconde anche se, recenti restauri della scala cambiata di forma e resa omogenea lascia libera la visuale della facciata, anche questa riportata alle linee primitive, quasi a far risaltare il martirio del titolare San Vitale, che nell’anno 662 venne calato in un pozzo e poi lapidato. 

 

S. Vitale in Fovea (via Nazionale)

29 posted on 03/13/2009 11:47:52 PM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione ai SS. Marcellino e Pietro

SS. Pietro e Marcellino

     Sabato della 2a Settimana di Quaresima
     

La chiesa attuale, sita all’incrocio delle vie Merulana e Labicana, di un elegante “700” con ricordi borrominiani, ha sostituito forse un titolo antico. Non c’erano i corpi dei Martiri titolari che riposavano nel loro maestoso complesso, catacomba, basilica circiforme e mausoleo costantiniano. “Ad Duas Lauros (Torpignattara)”.

Le loro ossa furono trasportate nel IX secolo nell'abazzia di Saligenstad sul Meno in Germania da Eginardo consigliere ed amico di Carlo Magno.

Non sappiamo quale forma presentasse questa chiesa la cui costruzione è attribuita a Papa Siricio nei tempi antichi, in quanto dal 1256 Alessandro IV la rifece e così pure in seguito, Benedetto XIV incaricò l'architetto Marchese Girolamo Theodoli a riedificarla fin dalle fondamenta. Sotto l'altare maggiore della chiesa riposano Bonosa e Tulliano.

L'esorcista Pietro e il presbitero Marcellino che nel 304 soffrirono il martirio sotto Domiziano e Massimiano, hanno però in questa chiesa il loro panegirico infatti sono affrescati sopra l'altar maggiore dove l'ignoto pittore ha saputo infondervi una ventata di squisita spiritualità. Essi, ministri del Signore, un giorno furono presi e sottoposti a torture, caricati di catene legate al suolo cosparso di taglienti rottami di vetro e subirono il martirio nella Selva Nera poi chiamata "Candida Silva". 

Vibrante è oggi l'insegnamento dei martiri Marcellino e Pietro i quali nel giorno del loro martirio, avevano partecipato in cielo al divino banchetto dove si fa festa, come dice il Signore.

Ss. Marcellino e Pietro al Laterano (via Merulana)

30 posted on 03/14/2009 11:36:48 AM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione a San Lorenzo fuori le Mura 
 

Domenica III di Quaresima

 

Su questa basilica, che Costantino volle dedicare al diacono Lorenzo, Papa Pelagio II ne sovrappose un'altra dedicata alla Madre di Dio.

La basilica laurenziana sorge sul cimitero di Ciriaca a pochi passi da quello di Ippolito, cimiteri questi, che gelosamente custodiscono corpi di molti Santi e anche quello dello "Stauroforo" Lorenzo, che morì sulle fiamme.

Il campanile romanico, adorno di lecci che si leva alto sopra l'immenso cimitero romano del Verano, si unisce nella liturgia in un inno alla vita in una atmosfera, che vede anche gli affreschi scoloriti del Capparoni, nel tempo che assieme lodano Lorenzo.

La basilica, alla quale si accede dopo il portico del Vassalletto, evidenzia affreschi, mosaici, marmi, colonne e capitelli inneggianti a Lorenzo e Stefano e parlano del loro sepolcro accanto all'aureola dorata, che racchiude la lastra marmorea su cui fu adagiato il Diacono bruciato, dopo che fu tolto dalla graticola.

Nella stessa cripta è ricordato Stefano il primo martire ucciso dalle pietre. Qui giace anche il sarcofago dove riposa il Beato Pio IX, la cui salma fu anch'essa oggetto di fitta sassaiola, armata da facinorosi, che nella notte in cui il corpo del Papa venne traslato in questa chiesa, lungo le vie di Roma, si resero responsabili di tanta ignominia.

Questa cappella era stata restaurata per volere di quel Pontefice, con l'opera di Vespignani e Fracassino e da Giovan Battista De Rossi, cofondatore del Collegium Cultorum Martyrum.

S. Lorenzo fuori le Mura

31 posted on 03/15/2009 2:08:09 PM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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S. MARCO AL CAMPIDOGLIO

 S. Marco al Campidoglio 

Lunedì della 3a settimana di Quaresima

Nel 336 il papa Marco avrebbe costruito due chiese: una “iuscta Pallacinas”, l’altra la sua cappella tombale, nella via Ardeatina. Scavi fortunati, intorno agli anni ’90, hanno evidenziato sette metri sotto il livello di Piazza Venezia, i resti della chiesa che è forse il primo “titulus” sicuramente datato; e della via Pollacina entrambe nominate anche da Cicerone. 

In questa basilica ci troviamo, come scrive il Cardinale Schuster in un santuario orientale nel cuore di Roma con Marco da una parte fondatore del seggio patriarcale d'Alessandria e i persiani Abdon e Semnen dall'altra. Essa fu restaurata nel 792 da Adriano I mentre Gregorio IV nell'833 la dotò di stupendi mosaici. Fu poi Paolo IV veneziano a darle la forma attuale mentre l'ambasciatore veneto Nicola Sagredo volle abbellirla nel secolo XVII con l'opera del Torriani.

Vi sono ancora capolavori dell'Alberti, di Isaia da Pisa, del Canoca, del Maratta, di Melozzo da Forlì e di Mino da Fiesole che in questa chiesa si conservano.

L'odierna liturgia tiene conto del carattere orientale dei titolare della basilica e ci fa leggere il libro dei Re. L'insegnamento che ci proviene da questa "peregrinatio" stazionale è chiaro! Cristo è nostro fratello che ha posto il suo seggio in ogni parte del Globo.

San Domenico di Guzman, il beato Barbarigo, San Gaspare del Bufalo e il canonico Borgia fecero di questo tempio pewrno del loro apostolato romano.

Da questa chiesa il 25 aprile partiva la processione detta delle "Litanie Maggiori" o delle "Rogazioni di San Marco" che arrivava fino alla basilica di San Pietro. 

 Esiste però un'altra piccola basilica di San Marco, circiforme che, nel complesso catacombale di S. Callisto, il noto archeologo e Curator della Pontificia Accademia "Cultorum Martyrum" il prof. Fiocchi Nicolai sta portando alla luce.
 
S. Marco al Campidoglio

32 posted on 03/16/2009 10:42:40 PM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione a Santa Pudenziana

Santa Pudenziana

MARTEDI’ DELLA III SETTIMANA DI QUARESIMA

Sul colle Viminale viene celebrata la stazione a Santa Pudenziana costruita sulla casa del genitore Pudente nel "vicus Patricius".

Papa Siricio, verso il 390 rifece una prima volta il tempio che era stato in precedenza arricchito da Pudenziana e da sua sorella Prassede le quali avevano qui deposto i corpi di molti Santi caduti durante la persecuzione di Domiziano, e dei quali il loro sangue venne raccolto in un pozzo ivi tuttora esistente.

Il Cardinale Schuster indicava questa sede come residenza pontificia perché casa dei Pudenti dove si ricollegano le memorie di San Pio I e di suo fratello Erma.

All'interno è possibile ammirare un mosaico del V secolo dove troneggia Cristo circondato dagli Apostoli inoltre vi è il sarcofago donato dal Cardinale Wisemann dove è conservata la tavola sulla quale San Pietro celebrò per la prima volta a Roma il Santo Sacrificio.    

E' possibile inoltre ammirare i ricordi bronzei del Cardinali Czacki e Luciano Bonaparte sovrastati dal paradiso del Pomarancio ed attorniati da vivide pitture di Federico Zuccari.

"Dextera Domini exaltavit me" questo viene ripetuto a Santa Pudenziana mentre si eleva al Signore la preghiera di Redenzione e si procede in questo estremo lembo della "suburra".

S. Pudenziana al Viminale

33 posted on 03/17/2009 10:30:33 PM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione a San Sisto “Vecchio”
 

Mercoledì III settimana di Quaresima

  

Questa chiesa fu chiamata “San Sisto il vecchio” perché è il più antico convento che abbiano a Roma i figli del Santo di Callaroca.

L’attuale costruzione è piuttosto recente; infatti fu edificata nel 1700 dal Papa domenicano Benedetto XIII (1724-1730). Certamente la fece per onorare la memoria del Fondatore dell’Ordine, San Domenico, che qui ebbe la prima dimora romana; Onorio III dopo aver approvato l'Ordine dei Predicatori gli donò questo tempio.

Ancora oggi la chiesa è retta dalle suore Domenicane che qui hanno un convento. All'interno alcuni restauri avvennero sotto Sisto IV nel 1488 e altri in seguito furono opera del Cardinale Filippo Boncompagni e, più recentemente, del Cardinale Paul Lienart.

La tradizione vuole che presso questa chiesa il Papa Sisto II si incontrasse con San Lorenzo al quale predisse il martirio che, peraltro, avvenne dopo tre giorni.

Qui riposano le spoglie mortali di Zeffirino, Antero, Lucio e Sisto II pontefici, tutti i martiri nella gloria.

Quest'oggi la tappa della Quaresima si svolge in un singolare quadro pieno di attrattiva spirituale; infatti i bianchi monaci, che circondando l'altare, fanno risuonare le note del "completorium" preghiera dell'anima cristiana al Signore.

I Martiri venerati in questo tempio antichissimo ripetono ancora la parola di Pietro: "Resistite, fortes in fide".

S. Sisto (SS. Nereo e Achilleo)

34 posted on 03/18/2009 2:22:15 PM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione ai Santi Cosma e Damiano 
 

Giovedì III settimana di Quaresima

 

Oggi, in questo giovedì, San Gregorio Magno indicava la "mezza quaresima" invitando i pellegrini a venerare i celeberrimi martiri anargiri, cioè i Santi bizantini che gratuitamente curavano i poveri.

Fu Papa Felice IV (526-530) che volle dedicare ai due santi fratelli il tempio sacro di Roma e che riunì il "templum Romuli". 

Dai fori Imperiali salendo la nascosta scaletta nel verde delle aiuole si giunge ad uno dei più antichi templi di Roma, sovrastato dallo stemma del Cardinale Diacono, che, con un tratto di corridoio affrescato da Francesco Allegrini si apre alla magnificenza di questa primitiva basilica, che subito si presenta piena di fascino. Un mistico senso di poesia viene profuso in questa chiesa dall'insieme del mosaico che campeggia nell'abside in cui Cosma e Damiano, Pietro e Paolo, Felice IV e San Teodoro circondano il Cristo, dove il cappuccino Fra' Michele e l'Arrigucci seppero delineare in una caratteristica forma che questo tempio ancora conserva. 

Fu poi Urbano VIII Barberini (1623-1644) a far alzare fino a sei metri il pavimento salvando il tempio dall'umidità.

Proseguendo, la processione stazionale ci s’immette nella chiesa sotterranea dove si venerano le reliquie dei Santi Cosma e Damiano e di altri Martiri che poi rifulgono con il Cristo nel lucente mosaico, che sembra diffondere ovunque particolari riflessi di aurea luce.

 
Ss. Cosma e Damiano in Via Sacra (Fori Imperiali)

35 posted on 03/19/2009 4:11:20 PM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione a San Lorenzo in Lucina

  San Lorenzo in Lucina

Venerdì 3a settimana di Quaresima

La matrona Lucina abitava nella casa dove ora sorge questa chiesa e che ospitò quasi certamente il Pontefice Marcello nell'anno 308, anche se il titolo è attestato al 366 quando qui venne eletto Papa Damaso. Sarà Papa Sisto III che, dopo un restauro, dedicherà questa chiesa a San Lorenzo.

Similmente in questa chiesa è conservato il ferro sul quale questo Santo subì il martirio; qui riposano i Martiri Alessandro, Evenzio e Teodulo, i Santi Vincenzo, Peregrino, Gordiano, Felicola e Sempronio ed i Papi Ponziano ed Eusabio.  

Come tutte le chiese di Roma anche questa subì notevoli rifacimenti. Il più completo fu quello di Pasquale II (vi è ancora la sua cattedra con iscrizione) ed anche più tardi con il portico caratteristico e il campanile entrambi duecenteschi. 

Ma verso il 1650 la chiesa fu trasformata in stile barocco. 

Qui si venera il prezioso Crocifisso del possente genio di Guido Reni riprodotto nel supremo anelito dell'immolazione. 

Fuori dal tempio la pace del silenzio è quotidianamente contrapposta ad un mondo gremito di uomini e cose; per questo il maestro Riccobaldi del Bava ha scritto nel suo libro, riferendosi al Crocifisso del Reni… “nessun altro dipinto di questo artista raggiunge una così profonda altezza spirituale…. questo corpo ha nella sua immobilità crocifissa l'attitudine di un volo”.

 S. Lorenzo in Lucina


36 posted on 03/20/2009 11:24:14 PM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione a Santa Susanna


Santa Susanna

Sabato 3° settimana di Quaresima


Papa Gaio (283-295) era il fratello del presbitero Gabino che fece erigere questa chiesa in onore di sua figlia Susanna martire. Questa zona era chiamata "le due case" e qui gli scavi hanno confermato molte notizie storiche e messo in luce un ricco edifico del terzo secolo. Nel 595 il luogo di culto ebbe il Titulus Sanctae Susanne sostituendo quello di Titulus Gai.

All'interno del tempio non sono pochi i richiamo storici, liturgici ed artistici che investono il pellegrino.

L'attuale facciata è di Carlo Maderno mentre alcune statue sono di Stefano Maderno; all'interno le pareti sembrano tutte un arazzo rotto qua e la da statue e colonne dipinte. 

In questo grande arazzo è visibile l'epopea dei Martiri ad iniziare da Susanna che qui si venera.

Viene poi Santa Felicita che Leone III volle seppellire ed ancora il martire Genesio che si convertì al cristianesimo in maniera singolare venendo torturato e bruciato quasi come Lorenzo, che in questa chiesa è anche venerato in una cappella a lui dedicata e qui voluta dalla sorella di Sisto V donna Camilla Peretti.

La chiesa ha subito, lunghe traversie. Si vedono ancora inglobati nei muri, i resti di quella di Leone III (795-816), rifatti da Sisto IV nel 1475, trasformati poi nel nuovo stile nel 1595. 

In una cripta costruita nel 1603 dal Cardinale Rusticucci riposano Eleuterio e Silano, figli di Felicita. In questo silenzioso sacello si pregano gli invitti Martiri invitti che si pongono messaggeri dell'idillio della nostra anima con Dio.

Va ricordato che questa Chiesa è oggi, per i cittadini statunitensi, la loro "chiesa nazionale".

S. Susanna alle Terme di Diocleziano

37 posted on 03/21/2009 2:28:45 PM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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 Stazione a Santa Croce in Gerusalemme

Santa Croce in Gerusalemme

IV domenica di Quaresima

 

Molti restano stupiti da questo nome: "perché in Gerusalemme se è a Roma"? Si meraviglierebbero ancora di più se sapessero che anticamente veniva semplicemente chiamata “la Gerusalemme” . Quando Sant’Elena, pochi mesi prima di morire nel 326, tornò da Gerusalemme carica di reliquie, ne aveva una un po’ strana: aveva riempito la stiva di una nave con terra scavata nei luoghi più santi di Gerusalemme.

Questa terra fu distesa sotto le lastre marmoree di quel locale del “Palazzo Sessoriano” la reggia degli imperatori Severi, che doveva diventare poi la cappella privata di Sant’Elena, dove vennero radunate le preziose reliquie portate dalla Palestina.

Tanto che nel 1743 quando venne rialzato di alcuni metri, il pavimento della basilica non venne toccato per rispetto di quella cappella; anche oggi per arrivarci si debbono scendere parecchi scalini.

L'affresco meraviglioso che occupa tutto il catino dell'abside e che forse, in questa chiesa tanto deturpata, è il monumento più bello che rappresenta con ammirevole verismo il ritrovamento di queste reliquie. Inoltre diversi quadri fusi in un unico affresco omogeneo per la gamma dei colori sono lì a rappresentare l'invenzione della Croce.

In questa stazione si celebra la festa della Croce e la festa della mistica celeste Gerusalemme; infatti se lo spirito non è esaltato dalla visione dei monumenti sono le reliquie e la liturgia a parlare direttamente al cuore di tutti.
 
S. Croce in Gerusalemme

38 posted on 03/22/2009 2:49:11 PM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione ai Santi Quattro Coronati
 

Lunedì della IV settimana di Quaresima 

 

Questo titolo è di una chiesa tra le più suggestive ed importanti di Roma. E' riferito a quattro illustri Martiri cioè: Clemente, Simproniano, Claudio e Nicostrato, che furono sepolti non lontano dalla residenza imperiale e cioè "Ad Duas Lauros" sulla via Labicana.

Qui sono riuniti anche altri Martiri, sia della Pannonia sia di Albano.

All'interno della chiesa nell'affresco dell'abside, miriadi di Santi lodano il Signore. Attiguo alla chiesa vi è un ospizio che accoglie i diseredati e questo, in quanto intorno al tempio dei Martiri fiorirono giardini dove cresce la carità di Cristo.

Le religiose Agostiniane sanno da tempo alternare la loro pietà contemplativa a gesti di tanta carità proprio nell'antico chiostro costruito dai marmorai cosmateschi e vicino al monastero del quale parte delle venerande mura erano navate del tempio che Papa Pasquale II dedicò poi ai Quattro Martiri riducendone l'area.

       

Ss. Quattro Coronati al Celio

39 posted on 03/23/2009 10:39:12 PM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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 Stazione in San Lorenzo in Damaso

San Lorenzo in Damaso

Martedì della IV settimana di Quaresima 


L’espressione “in Damaso” ci ricorda che questa era la casa paterna di Papa Damaso (366-384). Il padre fu scrittore, lettore, diacono, sacerdote della chiesa di Roma. La madre Lorenza come San Lorenzo erano di origine spagnola. Visse con altri parenti e morì quasi centenaria. La sorella Irene si consacrò a Dio. Quando venne in possesso della casa Damaso volle farne “l’archivio” e forse anche gli uffici burocratici diocesani. Ce lo dice egli stesso in uno dei suoi epigrammi ed è stato anche confermato da recentissimi scavi. Non sappiamo quale funzione propriamente avesse la chiesa che Damaso vi costituì, ed è questo già il quarto tempio in Roma dedicato al Martire Lorenzo. L’attuale sorse nel secolo XV assieme all’attiguo palazzo della Cancelleria, che Bramante e Montecavallo vollero edificare nella Roma papale.

La chiesa, dove si accede attraverso il portale del Vignola, è in pratica assorbita dall'attiguo palazzo.

Non era certo così il tempio come lo vediamo oggi, che San Damaso, il papa delle Catacombe e il cantore dei Martiri, qui innalzò allo Stauroforo.

Quando il Riario iniziò ad edificarlo la facciata era nella posizione che Adriano I e Leone III gli avevano data rivolta verso via del Pellegrino, nel corso di vari restuauri. Sotto il pontificato di Pio IX fu completamente rifatta dal Vespignani che volle conservare l'Antica pianta bramantesca; stupendo sono i molteplici ori, le vivide pitture del Fontana e i marmi lucenti che, con le colonne di alabrastro orientale, fregiano il baldacchino dove dorme papa Damaso.

La chiesa subì molti restauri; sia nell'antichità quando venne quasi distrutta dal sacco di Roma nel 1527 come in tempi più recenti quando nel 1940 subì danneggiamenti a causa di un incendio.

I resti di papa Damaso riposano sotto l’altare maggiore; egli fu uno dei primi e forse il più grande dei “cultores martyrum”.

    

S. Lorenzo in Damaso

40 posted on 03/24/2009 10:42:07 PM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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 Stazione a San Paolo fuori le Mura

San Paolo fuori le Mura

Mercoledì della IV settimana di Quaresima
   

L’odierna stazione era qui presso la tomba di Paolo dove avveniva il terzo “scrutinia” degli aspiranti al battesimo: non bisogna mai dimenticare che anticamente la Quaresima era innanzi tutto l’immediata preparazione al battesimo dei neofiti, che venivano ammessi per la prima volta ad ascoltare la parola di Dio in una funzione liturgica chiamata "In aperitione aurium". 

Prospicienti sono le catacombe di Comodilla, dove loculi inviolati dei Martiri e i graffiti testimoniano la fede dei primi cristiani.

La basilica non era quella attuale, ma quella detta “dei tre imperatori” perché decisa a norma di decreto e iniziata dagli imperatori Valentiniano, Teodosio ed Arcadio nell’anno 384. Era una meraviglia!

Vi sono capolavori di artisti antichi come l'arco trionfale di Galla Placidia, come Pietro Cavallini, come Arnoldo di Cambio autore della cappella del Crocifisso, come il Poletti che ricostruì il tempio andato distrutto dopo l'incendio accidentale scaturito dai resti di un braciere che, nel sottotetto, rianimato da un vento impetuoso, trovò facile esca nelle grosse antiche travi di cedro del Libano. Il pontefice di allora Pio VII, morente nel palazzo del Quirinale, venne pietosamente tenuto all'oscuro dell'immane disastro.

All'interno sono tuttora visibili alcuni capolavori come il mirabile candelabro pasquale opera del Vassalletto, il quadriportico del Calderini denso di levigate colonne, che sulla lucentissima facciata acquista bagliori di fiamma al cader del sole; la preziosissima opera del chiostro, la nuovissima porta del Maraini, che ritrae Pietro e Paolo. Alla luce penetrante dalle alabastrine finestre il pellegrino è chiamato qui a mirare la luce di Cristo per esserne illuminato e riscaldato nello spirito.             

       St. Paul outside the Walls


41 posted on 03/25/2009 11:05:56 PM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione a San Martino ai Monti
 

Giovedì della IV settimana di Quaresima 

         

Era questo il “Titulus Equitii”, una grande cappella domestica della prima metà del III secolo che il prete Equizio, secondo gli studi fatti sui materiali e le tecniche di costruzione, vissuto al tempo dei Severi, fece qui costruire e che quindi è uno dei più antichi luoghi di culto.

San Silvestro, all'inizio della pace costantiniana, eresse sopra questa dimora una chiesa; fu poi Papa Simmaco (498-514), a costruirvi accanto due celebri oratori dedicati uno a San Martino di Tours e l’altro San Silvestro papa.

Sergio I ne intraprese un completo rifacimento che fu continuato da Leone IV che al restauro volle annettere alla chiesa un cenobio di monaci. L'attuale chiesa è del 1650, restaurata poi nel 1780.

Scendendo la gradinata è possibile ammirare gli oscuri meandri della Domus Aequitia del titolo del prete Equizio. Qui sono conservati i ricordi di Martiri antichi, qui trasportati nel secolo IX, dai cimiteri suburbani. 

Risalendo nella basilica si ammira il baldacchino dell'altare maggiore di Pietro da Cortona che ha ideato le laterali gradinate convergenti. Le navate invece sono affrescate a Gaspare Poussin con paesaggi della campagna romana. Nella navata di sinistra sono gli affreschi di Filippo Gagliardi rappresentanti l'interno della basilica di San Giovanni in Laterano prima del rinnovamento borrominiano, nonché l'antica basilica di San Pietro. Importante inoltre è l'affresco, che rappresenta la riunione del concilio di Nicea del 325 dopo Cristo, in cui fu condannata l'eresia di Ario, con in calce l'iscrizione celebrativa del Baronio.  

In questo tempio di Martino e Silvestro l'odierna peregrinazione stazionale parla al fedele della sua resurrezione in Cristo. 

Ss. Silvestro e Martino ai Monti

42 posted on 03/26/2009 9:19:06 PM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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 Stazione a San Eusebio

San Eusebio

Venerdì della IV settimana di Quaresima

  

Il titolo di San Eusebio sorge presso i ruderi della mostra dell'acqua alessandrina in località chiamata, fin dai tempi antichi, "trofei di Mario".

Chi vede in un angolo rientrante di piazza Vittorio, questa chiesa appollaiata sulla gradinata come una palafitta, difficilmente ne immagina la gloriosa storia. Fu la casa del coraggioso prete Eusebio condannato lì dentro a morire di fame dall’imperatore ariano Costanzo II. Nell’anno 357 per venerazione a questo martire diventò il “Titulus Eusebii” attestato poi nei Sinodi.

Vi era qui una grande fossa comune per schiavi e derelitti che non possedevano tomba. E’ Orazio a descrivere con atroce realismo la campagna biancheggiante di ossa invasa da cani e da streghe. Quando Mecenate qui costruì la sua villa di cui oggi ancora resta l’auditorium, Orazio dirà finalmente: “Si può ora abitare su un Esquilino risanato”.

Fu Gregorio IX nel 1230 a costruire qui una chiesa di cui resta ancora l’abside e il campanile di tipo romano. L’attuale sistemazione risale al 1719. All'epoca, Raffaele Mengs ne raffigurò la gloria del Martire Eusebio.

Questa chiesa naturalmente, posta sull'attuale piazza è importante anello di congiunzione tra il Laterano e la basilica Liberiana.

Da quando la chiesa di Sant’Antonio abate diventò la cappella del Russicum, è qui che il 17 gennaio vengono benedetti gli animali.

S. Eusebio all'Esquilino

 


43 posted on 03/27/2009 11:32:24 PM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione a San Nicola in Carcere
 

Sabato della IV settimana di Quaresima

 

Questa zona pianeggiante, che dal Tevere arriva alle propaggini del Campidoglio, del Palatino e dell’Aventino, fu sempre importante nella vita della città di Roma; infatti è zona di abitazioni antichissime quali l'area di Sant’Omobono, l'area di commercio con il porto tiberino, e qui vi è il primo ponte “Sublicio”, il foro boario, il foro olitorio o delle verdure.

Vi furono qui anche templi antichi, come quello Etrusco della “Mater Matuta”, quello di “Portunus”, oggi chiamato della fortuna virile, e molti altri più recenti.

Alcuni furono poi demoliti per costruire per esempio il Teatro Marcello. Sui ruderi di tre di essi (probabilmente Ianus, Spes, Iuno Sospita) sorse questa chiesa - una delle sessanta - dedicata al Vescovo di Mira San Nicola. 

Sorse sul luogo dove Servio Tullio forse, eresse la pubblica prigione nelle latomie del Campidoglio. La chiesa non ha perduto la sua primitiva linea basilicale, nonostante i restauri di Bonifacio IV, Felice I, Nicolò II e Alessandro VI. Il Cardinale Pietro Aldobrandini ne affidò poi il completo rifacimento a Giacomo Della Porta.

Sotto l'altare maggiore si venerano i corpi dei Martiri della via Portuense, Faustino e Beatrice.

La liturgia odierna si ispira ai sentimenti che dentro di essi i catecumeni custodivano avvicinandosi al giorno del battesimo.

   S. Nicola in Carcere


44 posted on 03/29/2009 11:07:18 AM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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 Stazione a San Pietro in Vaticano

San Pietro in Vaticano 

Domenica V di Quaresima 

 

Quando Domenico Fontana “voltò” finalmente San Pietro (dietro la spinta di Sisto V, aveva fatto in 22 mesi, quanto aspettava da 54 anni!) sotto l’immensa cupola vi erano gli enormi pilastri michelangioleschi completamente spogli. Il Bernini ebbe la splendida idea, se fu sua, di farne dei “reliquiari” per le principali reliquie in possesso della basilica. Costruì in alto delle loggette per l’esposizione, utilizzando le colonnine tortili del sacello costantiniano, che saranno il modello di quelle che farà fondere in bronzo per il suo “baldacchino”. In basso delle grandi statue dovevano indicare di che cosa si trattava. Scolpì egli stesso la statua di “San Longino” (reliquia: la Santa Lancia) e disegnò le altre Sant’Andrea (reliquia la sua croce), Sant’Elena (reliquia legno della vera Croce), la Veronica (reliquia il velo della Veronica, la più prestigiosa delle reliquie della basilica). Ancora oggi, in questa occasione, si dà la benedizione con queste insigni reliquie.

La basilica vaticana, nel giorno d'inizio del cammino di Cristo verso il Calvario con le tante reliquie della sua Passione, che qui sono conservate, meglio favorisce la meditazione del cristiano, che, sotto la volta della cupola michelangiolesca, riflette sulla croce "ara dell'olocausto divino".

St. Peter in the Vatican

45 posted on 03/29/2009 11:08:55 AM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione a San Crisogono 
 

Lunedì della V settimana di Quaresima

 

L'odierna stazione è dedicata ad un martire tra i più onorati della primitiva cristianità. Fu costruita sopra l'abitazione dello stesso martire greco ed è probabilmente costantiniana. Nel 731 Papa Gregorio III la restaurò con grandi colonne di porfido e attiguamente vi eresse un monastero dedicato a San Lorenzo.

L'attuale basilica di San Crisogono si deve al Cardinale Scipione Borghese, che nel '600 ne ordinò la sistemazione a Giambattista Soria, dopo i ritocchi voluti dal Cardinal Giovanni da Crema nel XII secolo.

Il "titutus Chrysogoni" è relativo alla primitiva basilica fatta costruire sette metri di profondità dal livello stradale su resti di edifici imperiali. Gli scavi, che è possibile visitare, mostrano l'ampia abside con lo zoccolo decorato da clipei e da losanghe e similmente sono visibili due navatelle laterali e il nartece.

Questi resti furono scoperti dallo studioso Marucchi, che fu altro cofondatore del Collegium Cultorum Martyrum.

Il nome di Crisogono, invitto martire di Cristo, figura nel canone della Messa e l'odierna liturgia suggerisce l'invocazione al Maestro perché conceda al popolo la salute dell'anima e del corpo.

    S. Crisogono in Trastevere


46 posted on 03/31/2009 5:10:12 PM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione a Santa Maria in via Lata
 

Martedì della V settimana di Quaresima 

        

Nei Messali e negli Ordines più antichi di questa Stazione il titolo è “ad Petrum Cyriacum”, già attestato nel V e VI secolo che si trovava “vicino alle Terme di Diocleziano” nella zona della attuale via XX Settembre.

Della chiesa primitiva esistono notevoli avanzi nei sotterranei. Qui gli antichi vollero riconoscere la "custodia militaris" della quale parla l'Apostolo delle genti, dopo essere sbarcato a Pozzuoli giunse a Roma e per due anni qui rimase a ricevere i cristiani a dar loro consigli e anche a scrivere lettere.

Analoga antica tradizione vuole che qui soggiornassero pure San Pietro e gli evangelisti Luca e Giovanni.

Entrando nel tempio attraverso il vestibolo della facciata commissionata a Pietro da Cortona da papa Alessandro VII la chiesa mostra opere d'arte e le monumentali tombe dei Bonaparte. Qui vennero trasportate nell'alto medioevo le reliquie del Martire Ciriaco dalla via Ostiense.

La stazione odierna fissata tra una delle più belle chiese del centro di Roma, porta ad elevare lo spirito in un inno secolare di gloria verso la Vergine e, con le reliquie dei Martiri qui venerati, rammenta come sia necessario cercare il Signore per ascoltare la sua parola e amarlo sempre più.

  

S. Ciriaco (S. Maria in via Lata al Corso)

47 posted on 04/01/2009 11:03:45 AM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Stazione a San Marcello al Corso
 

Mercoledì della V settimana di Quaresima

      

Di una prima basilica, orientata all'opposto dell'attuale, già si parla nell'VII secolo.

L'attuale tempio di San Marcello è ricco di opere d'arte. La sua ricostruzione fatta dopo l'incendio del 1519, che lo distrusse completamente, mette in risalto gli affreschi di Pierin del Vaga e di Daniele da Volterra, di Pellegrino Tibaldi e di Federico Zuccari. Virginio Vespignani poi nel 1874 ripristinò con grande maestria il tempio nell'armonia delle linee volute da Jacopo Sansovino.

All'ingresso è visibile la tomba del Cardinale Michiel, eretta su cataste di libri di marmo per indicare i 730 codici da lui donati alla chiesa.

Si entra nella cappella del grande Crocifisso ligneo del 1400, che rimase intatto dopo l'incendio e che poggia su altare ricco di reliquie di martiri. Al centro riposa il pontefice Marcello, il cui nome è associato ancora a quello della matrona Lucina, che qui ebbe le sue dimore e che poi convertì in chiese, dove probabilmente quel pontefice esercitò il suo alto ministero. Ma l'imperatore Massenzio lo condannò trasformando quella abitazione in stalla. San Marcello qui morì di stenti tra le bestie del "catabulum" e la stessa Lucina volle seppellirlo nel cimitero di Priscilla, dal quale poi fu riportato qui nel suo titolo.

La liturgia odierna di questa chiesa stazionale è un insieme di passione e di resurrezione. Parla con tanti accenti della morte del Cristo, ma con altrettanti del suo trionfo.   

S. Marcello al Corso

48 posted on 04/01/2009 11:05:15 AM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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Home of the American Catholic Church in Rome
http://www.santasusanna.org/
49 posted on 04/01/2009 8:30:41 PM PDT by Coleus (Abortion, Euthanasia & FOCA - - don't Obama and the Democrats just kill ya!)
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Stazione a Sant'Apollinare

Sant'Apollinare

Giovedì della V settimana di Quaresima

La diaconia di Sant'Apollinare Martire, Vescovo di Ravenna, è una delle non poche chiese, che, in Roma al tempo dell'esarcato bizantino, vennero dedicate al discepolo prediletto di San Pietro, che da lui fu ordinato Vescovo e mandato ad evangelizzare la Romagna. 

Per questo motivo sia a San Giovanni in Laterano come a San Pietro (nell’atrio dell’antica basilica), vi era una cappella di rappresentanza dedicata a Sant’Apollinare.    

La chiesa è ricordata per la prima volta nella biografia di Adriano I verso l'anno 780; successivamente Leone X eresse il tempio in titolo e SistoV tolse il privilegio. Fu poi restaurata da Alessandro VI e Benedetto XIV (1740-1758), che lo fece riedificare da Ferdinando Fuga.

Va ricordato che sul portico esterno della chiesa è affrescata la Regina degli Apostoli che dipinse forse il Perugino, ma certamente di scuola umbra.

Il suo alto campanile cosmatesco domina le rovine del foro. Nella chiesa riposano anche i martiri della via Latina: Nemesio, Olimpio, Simpronio, Esuperia e Teodulo che vennero qui trasferiti nel 999 dal pontefice Gregorio V.

Sull'architrave dell'antica chiesa era scritto "currite Christicolae templum ingredite cuncti. Sit pax intranti, redeunti gratia sancti" e per questo, ossequienti all'invito in questo tempio, si entra per cercare la pace e trovare la grazia dei Santi.

S. Apollinare in Campo Marzio
 

50 posted on 04/02/2009 9:44:43 PM PDT by Salvation ( †With God all things are possible.†)
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